Vespa, sotto casa tua.

Sono passato da casa tua. Tutto era buio. La luce vicino alla scala era accesa e per un momento speravo che fosse accesa qualche luce dentro. Mi sentivo uno stupido a mezzanotte davanti a casa tua da solo in moto ma avevo voglia di aggrapparmi a te anche solo venendo davanti a casa tua. Ho fatto benzina e altri 20 km girovagando tra Loano e Finale senza metà. Ho controllato quello che dovevo controllare, non a casa tua figurati, e poi mi sono rimesso alla guida tra strade deserte senza fare nulla, attraversando Lungomari desolati e senza vita. Speravo che la mia vespa mi tenesse compagnia ma lei sa fare solo il suo compito e accellerare quando la manopola viene girata, d’altronde non posso pretendere altro da lei. E da te, cosa posso pretendere? Nemmeno da te posso pretendere Nulla. Vorrei averti qui, vorrei averti accanto a me. Vorrei partire domattina e non vederVi più. Vorrei cambiare passaporto, vorrei cambiare tutto. Vorrei portare con me l’unica amica fedele, la mia vespa. L’unica che, poverina, ha sempre rispettato quello che volevo, e assecondato in ogni modo e circostanza le mie necessità.

Buonanotte.

Mattia

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~ di mathias8 su marzo 31, 2010.

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